I competitor sui mercati esteri #DigitalTalk con Sergio Chiarla, CEO e founder di Amico

I competitor sui mercati esteri #DigitalTalk con Sergio Chiarla, CEO e founder di Amico

4'

Gabriele: «Da uno studio che Google ha condotto con Doxa Digital nel 2013 sulle aziende italiane, è risultato chiaramente che esiste una relazione positiva tra digitalizzazione ed esportazione. Per avviare processi di internazionalizzazione attraverso il web però necessario applicare una strategia ben definita. Questa strategia parte da una analisi dello scenario, sia rispetto alla comunicazione dell’azienda sul mercato selezionato, sia rispetto a come i competitor si presentano sul web nello stesso Paese».

Sergio: «Siamo perfettamente in linea con i risultati dello studio e non per niente l’applicazione che abbiamo realizzato, che si chiama AMICO, è l’acronimo di una serie di attività che stanno alla base della presenza di una Azienda sul web e in particolare sui Social Media: Ascolta la Rete, Misura le più importanti KPI, Impara dagli altri (magari i più bravi) e Coinvolgi il pubblico al quale ti rivolgi. Una metodologia di lavoro vera e propria da utilizzare operando sulla rete. Conoscere l’ambito in cui si opera è fondamentale per poi scegliere gli strumenti più idonei: operare sui social più frequentati nel Paese con gli idiomi locali è un esempio di come ci si deve affacciare ad un mercato internazionale. La pianificazione editoriale poi è fondamentale perché solo con la conoscenza degli usi e dei costumi locali si possono realizzare contenuti idonei per il pubblico al quale ci si rivolge. Abbiamo ottimi esempi di pianificazione di contenuti internazionali che incontrano il successo desiderato grazie e soprattutto alla capacità di esportare il nostro buon gusto e i nostri prodotti di eccellenza».

«Quindi analizzare e pianificare sono due delle parole chiave per chi intende internazionalizzarsi tramite i Social Media. Quali sono i vantaggi di uno studio accurato della comunicazione dei competitor, prima di avviare l’approccio ai mercati esteri?»

«Sì, sono effettivamente due parole chiave. Il verificare qual è la comunicazione dei competitor è prima di tutto un modo per comprendere e definire meglio la propria strategia. Siamo profondamente convinti che non si possa vivere “in un mondo a se stante”, ma si deve essere parte di esso. Conoscere come dicevo prima il modo di rapportarsi con il pubblico e soprattutto verificarne l’impatto (il successo o l’insuccesso) può garantire una maggior riuscita delle proprie azioni. Semplificando quello che diceva qualche migliaia di anni fa Sun Tsu, bisogna conoscere il campo di battaglia e poi l’avversario o gli avversari per avere delle buone probabilità di successo. La storia si ripete anche nel mondo attuale e in particolare con i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione quali sono i Social Network. La pianificazione inoltre consente di definire in modo preciso l’impatto comunicativo in un progetto di internazionalizzazione della propria attività. La cadenza con la quale comunicare, la definizione dei contenuti, tenendo presente gli argomenti di maggior appeal, deve essere l’asse portante della comunicazione».

«Torniamo quindi al punto cruciale, di cui l’analisi è il punto di partenza: la pianificazione di una strategia per comunicare sul mercato estero. Grazie a Social Media, è possibile comunicare con tutto il mondo, in tempo reale, e abbattere le barriere culturali che si pongono come una difficoltà per le nostre PMI che si vogliono internazionalizzare. Esattamente come per i processi di internazionalizzazione tradizionali, anche l’approccio ai mercati esteri tramite il web marketing parte da un’analisi completa del mercato target, che coinvolge pure i competitor. Quali consigli possiamo dare alle PMI in tal senso?»

«Come sempre si può dire che per realizzare qualsiasi Progetto, dietro agli strumenti ci sono gli uomini: è la cosa più difficile scegliere il partner per iniziare questo cammino. Quando si avventura in ambienti nuovi, tutti possono essere dei “buoni profeti” ancor più quando non esiste una storia che possa supportare l’esperienza in campo totalmente nuovo dove quello che abbiamo definito cammino si realizza a piccoli passi verificando di volta in volta se il sentiero è quello giusto, se il passo che teniamo è adeguato alla nostra capacità e soprattutto se la meta alla quale tendiamo è raggiungibile e in quanto tempo. Quindi la definizione di obiettivi raggiungibili, la scelta dei compagni di viaggio e degli strumenti che ci dobbiamo usare (il sestante è sostituito dagli strumenti di analisi dei dati), la pianificazione delle attività da svolgere e una corretta definizione del budget: un cocktail di successo per affrontare nel migliore dei modi le sfide che ci aspettano sul mercato globale».

Loading Disqus Comments ...
Loading Facebook Comments ...

No Trackbacks.