[Modena Industria] Web Marketing: istruzioni per l’uso

[Modena Industria] Web Marketing: istruzioni per l’uso

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Modena Industria, Alessandro Bulfarini

Nel mondo del web 2.0, dell’esplosione dei social media e dello stradominio di Google, la comunicazione sta mutando radicalmente fornendo alle aziende nuove ed invitanti opportunità per promuovere il proprio brand. Un’intervista a tre esperti locali del settore aiuterà a chiarire i dubbi degli imprenditori.

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Ottimizzazione, posizionamento, pay per click, social media, web reputation e, perché no, mobile apps. Oggi in Italia queste parole risultano ancora materia sconosciuta a molti titolari d’azienda, ad alcuni stridono le orecchie al solo sentirle pronunciare: sono le parole del web marketing, i cui strumenti, se utilizzati nel modo corretto, possono portare all’impresa un incremento delle vendite e del giro d’affari e, di conseguenza, dei guadagni. L’avvento del web 2.0 ha mutato radicalmente il rapporto tra produttore e consumatore, che ora possono comunicare ed interagire nello spazio virtuale e parallelo della rete.  Come comportarsi di fronte a questa nuova realtà? Come farne uno strumento vincente?

Ne abbiamo parlato con tre professionisti del settore che lavorano presso web agency modenesi:Dario Ugolotti, cofondatore e responsabile dell’area marketing di Pomodoro, Nicola Fabbri, web marketing specialist certificato, proprietario di Nettamente e presidente della sezione ICT e Terziario avanzato di CNA, e Gabriele Carboni, socio fondatore e creative director di Weevo.

Cerchiamo innanzitutto di tracciare una definizione di web marketing. «Si tratta – spiega Ugolotti – dell’utilizzo di tutti quegli strumenti adatti per trovare visibilità online, la quale serve a due scopi di business, ottenere nuovi contatti commerciali oppure far conoscere i valori e le caratteristiche di un brand. I canali da utilizzare per acquisire tale visibilità possono essere suddivisi in due categorie: motori di ricerca e social media». Il web marketing , secondo Carboni, si occupa di comunicare i contenuti dell’azienda sul web: « È molto utile perché non crea soltanto pubblicità monodirezionale ma permette attraverso strumenti diversi, in particolare con i social media, di creare una comunicazione bidirezionale con l’utenza. Lo scopo finale è ovviamente quello di attrarre clientela e incrementare le vendite».

Bisogna chiedersi quindi in che misura questa attività può essere utile ad un’azienda. Secondo tutti gli intervistati fare web marketing oggi è condizione quasi imprescindibile. «I dati numerici relativi all’impatto sul fatturato,  che è l’unica cosa che veramente importa, – ha affermato Fabbri – dicono chiaramente che chi fa web marketing o e-commerce guadagna e si espande. Inoltre tra le aziende che fanno internet marketing attivo, una su tre incrementa il personale. Non se ne può più fare a meno perché oggi internet è diventato il medium dominante nell’ orientare i processi d’acquisto: si stima che circa l’85% degli acquisti effettuati in Italia vengano intermediati da ricerche su Google per valutare le offerte». Sulla stessa linea è Carboni che ricorda che «anche nel business-to-business il potenziale cliente si va a informare sul web». Secondo Ugolotti invece «rimanere fuori dal digitale può avere un senso solo se fatto con consapevolezza, farlo per paura vorrebbe dire tagliarsi le gambe. Rispetto al marketing tradizionale, inoltre, ha costi molto minori e  il tempo per rendere operativa una campagna, così come quello necessario per cambiare direzione, è più basso».

Negli ultimi anni si è assistito al boom dei social media, da Youtube ai blog, dai forum ai social networks  sono numerose le opportunità a disposizione di un’azienda. «Non si tratta solo di comunicare il prodotto – afferma Carboni – ma anche di fare in modo che l’utente che è interessato ad esso lo commenti, lo comunichi e dia il via al più efficace degli strumenti della comunicazione, ovvero il passaparola, che oggi si è spostato sui social media, indispensabili da questo punto di vista».  Anche per Dario Ugolotti possono essere una risorsa fondamentale: «Per essere vincenti e portare un messaggio pubblicitario bisogna conoscere le mode del momento, i canali di comunicazione moderni, quelli utilizzati da chi può essere nostro cliente.  Facebook per l’Italia è stato una rivoluzione culturale, ha avvicinato milioni di persone alla rete. Ogni azienda tuttavia deve sfruttare questi canali nella misura delle proprie esigenze. Prima di attuare una strategia di marketing bisogna chiedersi che cosa si vuole ottenere».

Qual è dunque il punto di partenza per iniziare a fare web marketing?  Si può prescindere dalla realizzazione di un sito web?

«Un’azienda dovrebbe ragionare prima di tutto sui propri punti di forza e di debolezza e su degli obiettivi aziendali – spiega Nicola Fabbri -, soltanto dopo si può pensare ad obiettivi internet e strategie coerenti. Bisogna affidarsi a persone competenti e diffidare chi la fa troppo facile. Il sito è fondamentale, va quasi sempre realizzato: gli investimenti fatti su un sito, sul suo posizionamento sui motori di ricerca e, più in generale, sulla sua visibilità, sono fatti su qualcosa che è e resta proprietà dell’azienda, al contrario degli investimenti fatti sui social che non possono essere finalizzati a smuovere degli indicatori il cui valore reale per l’azienda è tutto da verificare (ad es. n° click sul bottone “Mi piace”)». La scelta delle persone giuste è centrale anche per Dario Ugolotti, che ricorda: «L’azienda deve innanzitutto parlare con diversi consulenti e scegliere quello con cui vuole crescere. Il rapporto non si ferma con la prima campagna. Realizzare un sito ottimizzato per i motori di ricerca è uno degli elementi chiave ma non è sempre la cosa più importante. Non bisogna limitarsi ad esso perché per tante aziende può essere secondario».

«Le aziende – afferma Carboni – devono innanzitutto convincersi che il web può essere utile, questo è il primo passo. Gli imprenditori o non si pongono il problema o ritengono che questi strumenti non servano. Il momento di crisi potrebbe essere colto come un’opportunità per queste persone per cercare strumenti diversi da quelli tradizionali. Il sito web è oggi l’hub della comunicazione».

Una presa di coscienza è quindi il primo passo di un percorso complesso, nel corso del quale un’azienda può commettere alcuni errori. «Il primo  – sottolinea Ugolotti – è quello di trattare questi strumenti con superficialità. Quando si decide di sfruttare il web marketing bisogna farlo bene». Sulla stessa linea è anche Gabriele Carboni che spiega: «Lo sbaglio che può commettere un imprenditore è quello di pensare di affidare le attività di web marketing al proprio nipote. L’azienda, inoltre, non si deve aspettare che i risultati arrivino in tempo reale perché si tratta di campagne di comunicazione proprio come quelle tradizionali, il tempo è necessario». Fabbri, infine, distingue fra categorie: «Con i motori di ricerca, il limite consiste nel non avere un sistema di visibilità e posizionamento realmente strutturato per portare valore all’azienda. Nei social media invece bisogna vedere caso per caso se ci sono le condizioni per elaborare una strategia e con quale finalità. Devono essere utilizzati con attenzione, bisogna esercitare molto controllo, la gestione della reputazione in questo caso è un punto di forza ma anche una criticità».

 

Web marketing Modena: a che punto siamo?

«Questa è una delle aree più ricche d’Italia – ha spiegato Gabriele Carboni – e la clientela ci dovrebbe essere, a livello pratico tuttavia ci si scontra spesso con lo scetticismo e con aziende che nonostante abbiano un fatturato  elevato sono ancora a conduzione familiare ed è difficile che il capo, spesso anziano, si convinca della necessità di sfruttare mezzi come i social media. A mio avviso l’opera più importante deve essere fatta con un’azione continuativa di formazione e sensibilizzazione perché c’è una carenza di conoscenze nel campo».  Secondo Dario Ugolotti «a Modena  c’è ancora tanto lavoro da fare, anche se le aziende iniziano a prendere coscienza dell’esigenza di saper sfruttare il web marketing».

«Con l’economia che è rallentata e la domanda interna che si è fortemente contratta – ha sottolineato Nicola Fabbri – avere una presenza internet efficace può cambiare radicalmente la capacità di penetrare o di continuare a stare sul mercato. Gli imprenditori modenesi si stanno comportando male: si resta sempre dentro alle mura della propria realtà produttiva, ma per stare sul mercato serve anche proiettarsi all’esterno, trovare nuovi mercati e posizionarsi in essi in maniera credibile. Non basta più produrre bene, bisogna anche sapersi proporre bene e ai giusti interlocutori. C’è una tendenza a vedere internet o in maniera grossolana o come una voce di spesa e non di investimento. L’internet marketing non è soltanto un insieme di tecniche, esso ha a che fare prima di tutto con il valore aziendale, quindi coi fatturati e con i posti di lavoro».

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